Sai... è di cinque
centimetri al secondo
Cosa?
La velocità a cui
cadono i fiori dei ciliegi
Il titolo di
questo film mi ha incuriosito da subito, 5 centimetri al secondo è una misura a
cui non siamo abituati noi che parliamo solo in km/h e non abbiamo mai “perso”
tempo ad guardare un ciliegio che sfiorisce.
Una poesia in
immagini interamente orchestrata da Makoto Shinkai,
presentata durante il Future film festival del 2008 ha vinto il Lancia
Platinum Grand Prize, il premio per il miglior lungometraggio di animazione
o con effetti speciali.
5 cm al secondo è
la storia di un'amicizia, quella fra Akari e Takaki, nata tra i banchi di
scuola e destinata a proseguire malgrado la lontananza. Un racconto intenso e
toccante che con estrema delicatezza, ma senza illusioni, dipinge la difficile
lotta delle emozioni contro il tempo e la distanza.
Il lungometraggio
è diviso in tre episodi che accompagnano la crescita dei due protagonisti.
Akari e Takaki son
due bambini timidi e soli, è forse questo a spingerli l'uno verso l'altra, ma i
tempi lieti e spensierati son destinati a finire presto, quando Akari è
costretta a trasferirsi con la famiglia in una città lontana. Inizia così un
fitto rapporto di corrispondenza e fra una lettera e l'altra i due bambini
crescono e con loro anche i sentimenti che si fanno via via sempre più
profondi. I due ragazzi decidono di incontrarsi un'ultima volta prima che
Takaki si trovi a sua volta a dover cambiare città accrescendo ulteriormente la
distanza che lo separa dall'amica.
Il ragazzo
affronta un interminabile viaggio in treno attraverso una bufera di neve per
raggiungerla e per stare con lei solo poche ore nel gelo della notte. Le
atmosfere si fanno cupe in contrasto con i colori pastello dell'infanzia quasi
a preannunciare l'imminente separazione.
Il secondo
episodio narra i giorni da liceale del giovane Takaki e della sua compagna di
classe, Kanae, troppo timida per rivelargli il suo amore. I rapporti con Akari
nel frattempo sembrano essersi interrotti, Takaki continua a scriverle messaggi
che però cancella ancor prima di inviare e non sembra accorgersi dei sentimenti
di Kanae, la quale finisce per rendersi conto che l'interesse del ragazzo è
rivolto altrove al di là di quei cieli senza fine, così magistralmente dipinti
da Shinkai, che sembrano inghiottirlo nel loro silenzio cosmico.L'ultimo breve
episodio trova i due ragazzi ormai adulti che si intravedono per un solo
istante ad un passaggio a livello, ma entrambi sanno che è ormai il tempo di
proseguire su strade diverse.Un lungo flashback accompagna il ricordo felice
dei giorni passati insieme ma che ormai appartengono al passato.
Un anime lento che
preferisce le sfumature ai colpi di scena, pochi anche i dialoghi che tendono a
lasciare spazio alla voce interiore dei personaggi, questi appaiono quasi
sempre avvolti nella solitudine dei loro pensieri. I lunghi silenzi sono
accompagnati da immagini eccezionali realizzate con grande maestria attraverso
una tecnica molto innovativa che rielabora digitalmente i disegni creando
atmosfere quasi surreali. L'attenzione di Shankai è orientata
all'investigazione delle distanze spaziali e temporali e alla risonanza che
queste possono avere sui rapporti umani, i quali, per quanto siano saldi,
finiscono per mostrarsi in tutta la loro fragilità di fronte alle forze
maggiori.
5 cm al secondo
lascia sicuramente un senso di profonda tristezza e malinconia, quasi di
amarezza, ma in questo modo sfugge la banale soluzione di un lieto fine, creando
una storia che, seppur con estrema delicatezza, si avvicina alla vita
mostrandone luci e ombre. Le difficoltà e le paure adolescenziali, il rifiuto
di accettare i cambiamenti e
l'incapacità di gestire le emozioni senza farsi travolgere.
Che altro dire?
Non posso che consigliare questo piccolo capolavoro realizzato da quello che è
stato da alcuni riconosciuto come l'erede artistico di Miyazaki, il resto lo
lascio alla visione, per la quale vi assicuro vale la pena perdere tempo.
M.B.
M.B.


