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lunedì 20 gennaio 2014

La famiglia più irriverente d’America si inchina a Miyazaki








(Ripropongo qui sul blog il mio articoletto per la citazione di Miyazaki in una delle ultime puntate dei Simpson, gia pubblicato su www.Artspecialday.com anche se un pò ritardo)


I Simpson, la celeberrima creazione di Matt Groening, può essere considerata come una specie di cartina tornasole della cultura pop degli ultimi 27 anni. La famiglia più irriverente d’America, nella sua storia che si avvia ormai a ricoprire ben tre decenni, ha saputo, infatti, ospitare nei suoi episodi una quantità infinita di riferimenti. Un vero e proprio caleidoscopio della società e dei suoi prodotti, soprattutto di quella “a stelle e strisce”. 

Film, personaggi, mode, stereotipi, serie tv, libri, avvenimenti storici: sulla graticola dell’acuta ironia espressa dagli abitanti di Springfield ci è finito davvero di tutto, tuttavia le citazioni cinematografiche sono sicuramente tra le più presenti.

Per un amante del cinema e un fanatico dei Simpson come me, ogni volta che la genialità degli autori riesce a trasfigurare nel “mondo dei gialli” immagini e personaggi del grande schermo, è sempre una meraviglia. Mi basta pensare ad uno dei classici speciali di halloween e già mi viene in mente un Homer/ Jack Torrance, degno del grande Nicholson, scorrazzante per un cartoonesco  Overlook Hotel, con tanto di ascia e scena cult del faccione stralunato in mezzo alla porta. Per non parlare dell’intera puntata dove il tanto geniale, quanto psciotico,  Telespalla Bob, sostituendo la sua rossa acconciatura palmizia all’impomatata di De Niro, si improvvisa Max Cady in una splendida parodia di Cape Fear di Scorsese.

Si potrebbero scrivere non so quante pagine cercando di elencare tutti i film che vengono citati: dal Padrino agli Intoccabili, da Intrigo internazionale a Taxi Driver e poi: Full Metal Jacket, Apocalypse Now, E.T, Star Wars, Non è un paese per vecchi, Psyco, Scarface, Dracula, Arancia Meccanica e chi più ne ha più ne metta.





Al già traboccante pentolone di citazioni filmiche della serie di Groening, direttamente da una delle ultime puntate trasmesse negli Usa, si aggiunge anche un mash-up tratto dalla filmografia del grande sensei Hayao Miyazaki.

In una sequenza da un minuto e quarantacinque, Homer e un suo amico, completamente ubriachi, sono preda di allucinazioni notturne alquanto particolari. La città, all’improvviso, si popola di strane creature ed eccoci, inaspettatamente, scorrere davanti agli occhi alcuni tra i personaggi più famosi del mago dell’animazione giapponese.

Il mitico autista del pulmino della scuola, Otto, si trasforma nel meraviglioso gatto-bus de Il mio vicino Totoro, le arcifumatrici Patty e Selma appaiono in una versione  non proprio graziosa di Kiki, mentre il Jet Market di Apu, tra sbuffi e congegni meccanici, diventa un Castello errante. Tutto intorno si respira l’atmosfera della Città incantata e presto fa capolino anche Senza Volto, la memorabile figura dalla maschera bianca e rossa affezionatissimo alla piccola Sen, protagonista del capolavoro del 2001.





I Simpson, pur con l’ironia che li contraddistingue, rendono omaggio con questo stralcio di puntata a Miyazaki, fresco di pensione dopo la presentazione di “Si alza il vento”, quello che probabilmente sarà (purtroppo) la sua ultima  fatica cinematografica. A differenza di tante altre citazioni, il tono generale di questa appare molto più solenne, quasi a mostrare il rispetto per la carriera e le opere di un autore che ha segnato in modo indelebile la storia del cinema e dell’animazione.

E’ il saluto reverenziale di un mostro sacro all’altro. Matt Groening e Hayao  Miyazaki si incontrano grazie alla malleabilità e alla genialità citazionista della creazione del primo, che, tuttavia, non può fare a meno di risplendere, anche solo per poco, di tutta la magia, la fantasia e il romanticismo fiabesco di quella del secondo. 



sabato 27 aprile 2013

I sospiri del mio cuore, un ennesimo gioiello firmato Miyazaki.

I sospiri del mio cuore

Pillole di vita vera con il tocco surreale e fantastico del maestro Miyazaki

Immagine del film, tratta dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/File:I_sospiri_del_mio_cuore.png

I sospiri del mio cuore, diretto da Yoshifumi Kondo ed ispirato al manga Sussurri del cuore di Aoi Hiiragi. Nonostante risalga al 1995, in Italia è arrivato recentemente, presentato per la prima volta al Lucca Comix nel 2011. 
Il nome potrebbe certamente ingannare e far pensare ad una pellicola sdolcinata, invece la tematica di fondo è estremamente forte, brillante ed attuale, senza dimenticare la componente poetica, surreale e fantastica. 
La protagonista Shizuku, è una ragazza delle medie con una grande passione per i romanzi. Passa ore ore in biblioteca immersa in storie fantastiche, quando scopre che un nome precede sempre il suo sulla scheda dei prestiti, è quello di Amasawa Seiji. Non può fare a meno di cominciare a fantasticare su questo ragazzo così affine per gusti ai suoi. Grazie alla complicità di un gatto, cicciotto e un pò scorbutico, i due riusciranno ad incontrarsi proprio come in un romanzo. Ma non voglio svelare la storia, poichè merita davvero di essere vista, logicamente i rapporti umani che emergono dal racconto ci sembrano molto distanti sia per l'età della pellicola sia per la lontananza culturale innegabile con il mondo orientale. Tuttavia ciò che è davvero strabiliante in questa storia non è tanto la storia d'amore che nasce tra i protagonisti, infatti non assume un peso preponderante, ma la forza propulsiva dei sogni. I due ragazzi si incoraggiano a vicenda e cercano disperatamente di trovare il loro posto nel mondo o meglio il loro progetto di vita, così Shizuku si dispera nel tentativo di trovare una strada da perseguire, lasciando tutto per trovare le piccole pietre preziose che si nascondono in ognuno di noi, siamo solo pietre grezze che hanno bisogno di tempo per essere affinate e lavorate. 
Altra nota estremamente positiva va riconosciuta alla scelta della colonna sonora, che non risulta qualcosa di scostato dalla storia, ma ne è una parte integrante. Il brano Country Roads di John Denver viene più volte riadattato durante il film e credo che mai prima d'ora una canzone mi è sembrata così affine alla storia raccontata. La stessa protagonista vi è affezionata e per tutto il film scrive e riscrive un adattamento in lingua del brano, non solo limitandosi a tradurne le parole, ma inserendovi i propri sentimenti e facendola sua. Stupendo è infatti il passaggio in cui tutti insieme suonano e cantano la versione del brano adattata da Shizuku utilizzando violino, violoncello, tamburello, flauto ed altri strumenti. 


Immagine tratta dal sito: http://www.screenweek.it/film/25798-I-sospiri-del-mio-cuore/galleria/156478

Per ascoltare la versione italiana: http://www.youtube.com/watch?v=67N8fXmk_KQ